Da Frascati l’impegno affinché le comunità diventino scuole di pace

15 Settembre, 2026 - CONTRIBUTI

Non aspettare che i conflitti esplodano ma preparare la pace ogni giorno all’interno dei territori e delle comunità, affrontando le diseguaglianze e disarmando le parole. Questa è la prospettiva emersa al termine del secondo seminario nazionale “Costruire identità plurali al servizio della pace”, organizzato da Caritas Italiana e dall’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI a Frascati dal 7 al 9 settembre 2026.

Tre giornate intense di ascolto e confronto che hanno messo in luce una questione inoppugnabile: le guerre si preparano molto prima dell’uso delle armi. Nascono quando l’identità si trasforma in una fortezza da difendere, il confine diventa un muro e l’altro viene percepito solo come una minaccia.

La responsabilità delle Chiese e delle religioni

Il seminario ha posto l’attenzione sulla necessità di superare l’idea di identità pure, compatte e autosufficienti. Un richiamo che interpella direttamente la fede e le religioni, che non devono diventare terreno nel quale attecchiscono nazionalismi né tantomeno devono essere utilizzate per sacralizzare il potere e lo scontro.

Al contrario, l’esperienza religiosa deve riscoprirsi come un potente antidoto alle contrapposizioni, capace di educare all’alterità e all’ascolto della dignità altrui.

L’importanza della comunicazione

Un accento particolare, durante le giornate di approfondimento, è stato posto sulla comunicazione che al giorno d’oggi è sempre più veloce e digitalizzata. In questo scenario le parole assumono un ruolo che spesso va oltre quello della formale comunicazione; possono alimentare gli scontri, legittimare la violenza e dipingere l’altro come un nemico.

Disarmare l’informazione richiede quindi un cambio di passo: significa verificare e contestualizzare i contenuti, accogliere visioni differenti e restituire alle persone quell‘identità umana che le sottrae al rischio di essere ridotte a banali dati numerici.

Allenarsi alla pace quotidiana

La sfida lanciata da Frascati è chiara: costruire e alimentare la pace creando spazi reali all’interno di parrocchie, scuole, associazioni e comunità religiose. Luoghi in cui le paure trovino ascolto, le differenze concorrano al bene comune e l’altro torni a esistere non come un nemico, ma come interlocutore e parte di un futuro condiviso.

A tal proposito significativa è l’affermazione di don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, che a conclusione del seminario ha ribadito: «L’impegno che ci assumiamo al termine di queste giornate è fare delle nostre comunità vere scuole di pace».

La pace quindi non deve essere considerata un “settore” da aggiungere alle attività pastorali e sociali, ma deve diventare il criterio fondamentale con cui ripensare l’ascolto, l’educazione, la comunicazione, l’accoglienza e la cura delle persone tanto nei nostri territori quanto nelle relazioni quotidiane.

MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

Consulta o scarica il comunicato stampa

📥 Comunicato stampa di Caritas Italiana

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