Patto tra religioni per il dialogo interreligioso e la coesione sociale

28 Giugno, 2026 - CONTRIBUTI

Il 25 giugno 2026 la città di Roma ha ospitato nell’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis uno storico incontro, conclusosi con la firma del documento che unisce i rappresentanti delle quindici comunità religiose più diffuse in Italia.

Il patto interreligioso arriva al termine di un percorso di confronto durato tre anni nell’ambito del Cammino sinodale delle Chiese. Un’intesa che punta a dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto, rendendo al contempo ufficiale l’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.

Non un semplice incontro istituzionale, ma una tappa il cui valore risiede soprattutto nell’impegno condiviso tra le diverse comunità di fede a continuare a incontrarsi, confrontarsi e lavorare insieme.

«Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l’importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana».

Questo uno dei passaggi del documento che sottolinea, in un’epoca di divisioni, conflitti e timori per la perdita delle proprie radici culturali, la presa di posizione delle diverse confessioni che scelgono quindi di proporsi come esempio di cooperazione attiva, basata sul rispetto delle singole identità e senza alcuna forma di sincretismo.

Il documento si chiude con un vero e proprio patto di coerenza tra le parti.

«Coloro che aderiscono si impegnano ad agire con coerenza, per quanto intrapreso e proposto in contesti esterni al Tavolo, con prese di posizione ed iniziative che collimino con lo spirito delle iniziative menzionate e al fine di preservare sincerità di intenti».

Un vincolo formale e morale ad andare oltre le parole, traducendo intenzioni astratte in azioni concrete, misurabili ed efficaci.

I firmatari del patto

A siglare ufficialmente il documento sono stati:

  • Giuseppe Momigliano, rabbino e vice presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia
  • Cristin Cappelletti, segretaria dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia
  • Naim Nasrollah del Centro Islamico culturale d’Italia
  • Abu Bakr Moretta, presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana
  • Mustapha Hajraoui della Confederazione Islamica Italiana
  • Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana
  • Daniele Garrone, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
  • Cenap Mustafà Aydin, dell’Istituto Tevere
  • Polykarpos, Arcivescovo metropolita d’Italia (Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia)
  • Singh Jagjit, della Sikhi Sewa Society
  • Alberto Aprea, presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
  • Filippo Scianna, presidente dell’Unione Buddhista Italiana
  • Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
  • Yassine Baradai, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia
  • Franco Jayendranatha Di Maria, presidente dell’Unione Induista Italiana

MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

Consulta o scarica il documento ufficiale

📥 La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale

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