I possibili percorsi di un laboratorio di pace per Maurilio Assenza

10 Maggio, 2025 - INCONTRI

Il 6 maggio 2025 il Laboratorio per la Pace ha dato spazio alla riflessione di Maurilio Assenza con la sua relazione su “Innesti e percorsi possibili di un laboratorio di pace”. Un intervento focalizzato su alcuni importanti elementi che, se coltivati, possono trasformare il modo di “abitare” la nostra storia.

La risposta all’interrogativo su come si costruisce, oggi, un percorso di pace che non sia esclusivamente ideale, ha portato Assenza a delineare tre “innesti” fondamentali e quattro vie da percorrere.

Tre innesti per un percorso sinodale

La visione proposta parte da una radice profonda: l’esperienza sinodale, intesa come frutto maturo di una Chiesa che si fa “segno e strumento della chiamata all’unità dell’intero genere umano”. La sodalità, seguendo il solco tracciato da Papa Francesco, diventa così una testimonianza nonviolenta di “abitare” il presente attraverso l’ascolto e il dialogo.

Un secondo passaggio fondamentale riguarda il tema della pace inteso come “segno e strumento della chiamata all’unità dell’intero genere umano”. Tema da accogliere nella sua forza profetica, che chiede di non ridurre mai la pace a irenismi, ma di pensarla dentro le contraddizioni e le tensioni della storia.

Il terzo passaggio della serata si è invece focalizzato sulla necessità di sondare in profondità, custodire e accrescere i luoghi generativi, diffusivi e prospettici della pace.

Le vie da percorrere

A sostegno di questa visione, Maurilio Assenza ritiene necessario percorrere 4 vie principali.

La prima è quella di «non lasciarsi corrompere il cuore dall’amarezza», come suggerito in tempi passati da Bonhoeffer.

La seconda invita ha curare la nostra sensibilità poiché solo un sentire profondo e partecipe permette di aprirci a ragionamenti lucidi .

La terza esorta a dare corpo alla nonviolenza. Attraverso mani e piedi che operano il bene, ciascuno si incammina verso esperienze che legano al mondo. Toccante a tal proposito il riferimento alla testimonianza poetica di Tesfom Tesfalidet, migrante morto all’ospedale di Modica a seguito delle torture subite in Libia. Nelle sue tasche furono trovate due poesie. In una chiedeva «Se siamo fratelli, perché non chiedi notizie di me?» e nell’altra testimoniava «Storia, archivio di ingiustizie, ma con Dio vittoria agli oppressi».

L’ultima, la quarta, riguarda l’impegno a non aggiungere al peso del mondo nemmeno un atomo di odio, rifiutando la strada più economica per scegliere la via della fraternità.

L’intervento di Maurilio Assenza ci consegna così una mappa esigente ma luminosa. Ci ricorda che la pace non è un traguardo statico, ma un laboratorio permanente che richiede il coraggio quotidiano del fare, del restare umani e del costruire ponti laddove altri alzano muri.

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MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

Consulta o scarica la relazione di Maurilio Assenza

📥 Relazione Maurilio Assenza

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