CHI SIAMO
Storia, impegno, obiettivi
I PASSI DEL NOSTRO PERCORSO
Un orizzonte di relazioni
Il Laboratorio per la Pace nasce come uno spazio fisico e digitale all’interno del quale trovare gli strumenti necessari per tracciare percorsi di nonviolenza. In un’epoca dominata da una narrazione di conflitto, il laboratorio mette in campo iniziative mirate alla costruzione di una cultura alternativa alla guerra.
Le diverse attività, promosse dall’Ufficio Pastorale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali e dall’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, Giustizia, Pace e Custodia del Creato dell’Arcidiocesi di Siracusa, si fondano sul dialogo, lo studio e la cura delle parole.



DON TONINO BELLO
“La pace non è un traguardo ma un cammino da fare insieme”
L’essenza del laboratorio
L’identità del laboratorio è racchiusa nel suo logo, segno semplice dal profondo significato: tre linee parallele e verticali che restano distinte, come segno di rispetto per l’identità di ciascuno, ma che camminano nella stessa direzione verso un bene comune che non può essere raggiunto in solitudine.
Un numero non casuale: il tre, simbolo di riconciliazione delle dualità poiché, laddove due linee generano una contrapposizione che tende a dividere (noi contro loro), la terza, il dialogo, interviene come sintesi che trasforma lo scontro in conciliazione degli opposti.
Questa stessa geometria interiore modella l’agire del laboratorio, che fonda la sua attività su tre pilastri interconnessi: il linguaggio, la conoscenza senza pregiudizio e il cammino sinodale.

ABITARE IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE
Tutto parte dal linguaggio. Oggi assistiamo a un uso approssimativo di termini come pace, sicurezza, riarmo e difesa, spesso svuotati del loro valore profondo. A differenza di quanto spesso si creda, le parole non sono mai neutre, esse costruiscono mondi. L’azione del laboratorio, in quest’ottica, mira a interrogarsi sulla profondità del loro valore perché definire la pace è una necessità pratica e non un semplice esercizio teorico.
OLTRE LA LOGICA DEI “BUONI E CATTIVI”
Se la parola è lo strumento, la realtà è il campo d’azione. Il laboratorio va oltre la semplificazione fuorviante che tende a suddividere il mondo in fazioni contrapposte. A tal proposito le iniziative messe in campo puntano ad analizzare la complessità dei conflitti sostituendo il pregiudizio con la conoscenza, aprendosi a chiunque creda che la pace si costruisca con l’esercizio della responsabilità, del dialogo e del perdono.
UN CAMMINO SINODALE E PARTECIPATIVO
Parole e azione trovano forza nella comunità. Non si costruisce la pace da soli. Il laboratorio è il frutto di un cammino sinodale ovvero di un metodo basato sull’ascolto e sulla condivisione. È uno spazio dove la riflessione sulle parole e l’analisi della realtà diventano esperienza di comunità, mettendo al centro la relazione umana come primo atto di pace. Un impegno che parte dalle parole per farsi vita quotidiana e scelta sociale.


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